Nel panorama gastronomico italiano, il “tocco umano” è considerato un ingrediente sacro. Per questo, l’ingresso dei robot in sala ha spesso sollevato un polverone di dubbi: “Le macchine prenderanno il posto dei camerieri?”, “L’accoglienza diventerà fredda e meccanica?”.
La realtà che stiamo osservando sul campo, però, racconta una storia diversa. Non siamo di fronte a una sostituzione, ma a una vera e propria liberazione del potenziale umano. In un momento storico in cui la ristorazione italiana attraversa una crisi senza precedenti, i robot come Mars di Roboost non sono intrusivi, ma i migliori alleati per salvare la qualità del servizio.
La crisi del personale in Italia: i numeri del problema
Per capire perché la robotica collaborativa stia crescendo, bisogna guardare ai dati. Secondo le recenti rilevazioni della FIPE (Federazione Italiana Pubblici Esercizi), il settore della ristorazione in Italia fatica a trovare circa il 40% del personale necessario, con punte ancora più alte durante le stagioni turistiche.
Le ragioni? Orari logoranti, carichi fisici pesanti e una percezione del lavoro di sala come “troppo faticoso”. Qui si inserisce la tecnologia: se un cameriere percorre in media dai 10 ai 15 chilometri a turno trasportando pesi, il rischio di burnout e di abbandono della professione è altissimo.
Mars: l’assistente che non si stanca mai
Il robot Mars è stato progettato per risolvere esattamente queste criticità. Non è un sostituto del cameriere, ma un assistente operativo di alto livello.
Le caratteristiche che fanno la differenza:
- Capacità di carico: grazie ai suoi 4 vassoi ad ampia portata, Mars può trasportare contemporaneamente più ordini o carichi pesanti di piatti sporchi verso la cucina.
- Navigazione Intelligente (SLAM): non ha bisogno di binari o modifiche alla struttura del locale. Mappa l’ambiente e si muove con precisione millimetrica, evitando ostacoli mobili (clienti, bambini, altri camerieri) grazie alla visione 3D.
- Autonomia da record: con oltre 10 ore di lavoro continuo, copre l’intero arco del servizio, dalla colazione alla cena, ricaricandosi in poche ore.
- Integrazione IoT: è in grado di interfacciarsi con ascensori e porte automatiche, rendendolo perfetto non solo per i ristoranti, ma anche per hotel multipiano e grandi strutture.
Il “Fattore Empatia”: la tecnologia che umanizza
Il paradosso è che l’uso di un robot rende il servizio più umano. Come? Liberando il cameriere dai compiti a basso valore aggiunto come fare avanti e indietro dalla cucina, ma gli si permette di stare in sala.
Mentre Mars trasporta i piatti, il cameriere può:
- Raccontare il menù e l’origine dei prodotti.
- Consigliare un abbinamento di vini.
- Ascoltare le esigenze del cliente. In breve: il personale torna a fare ospitalità, mentre la macchina fa logistica.
I dati sull’adozione dei robot in Italia
L’Italia si sta scoprendo molto più aperta all’innovazione di quanto si pensi. Secondo i dati di mercato sulla robotica di servizio, il comparto Ho.Re.Ca. italiano sta registrando un tasso di crescita a doppia cifra. I ristoratori che hanno adottato soluzioni robotiche riportano:
- Un aumento del 20% dell’efficienza operativa.
- Una netta riduzione degli errori nelle consegne ai tavoli.
- Un miglioramento del clima aziendale e una maggiore facilità nel trattenere i dipendenti, meno stressati fisicamente.
La soluzione Roboost contro la carenza di personale il caso Fabbrica in Pedavena
Molte realtà italiane hanno trovato nei robot Roboost la risposta concreta alla difficoltà di reperire addetti alla sala.
In una recente implementazione gestita da Alascom presso Fabbrica in Pedavena di Treviglio, sono stati inseriti in servizio quattro robot utilizzati principalmente per supportare lo staff durante i momenti di maggiore affluenza, in particolare la sera, quando è difficile trovare personale sufficiente. I robot si occupano dello sparecchio: trasportano piatti e stoviglie dai tavoli direttamente alla zona di lavaggio, permettendo così ai camerieri di restare in sala e concentrarsi sul servizio ai clienti.
Risultato? Il personale esistente ha smesso di percepire il lavoro come “insostenibile”. Mars ha gestito il 70% dei trasporti pesanti. Questo ha permesso alla struttura non solo di mantenere gli standard di eccellenza, ma di attrarre nuovi giovani collaboratori, affascinati da un ambiente di lavoro tecnologico, moderno e meno usurante.
Oggi, scegliere un robot Mars non significa rinunciare alla tradizione italiana, ma proteggerla. Significa dare al personale gli strumenti per lavorare meglio e ai clienti un servizio più attento e veloce.
